Dicembre 13, 2017

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Messaggio di Cordoglio

Lutto

La sezione provinciale dell' UNMS di Napoli esprime vivo cordoglio alla notizia della dipartita del Presidente Nazionale Gr. Uff. Alessandro Bucci, condividendo il dolore dei familiari e di quanti hanno conosciuto e collaborato con l‘ illustre scomparso.  

Lettera_Commiato_Bucci017                 

                                                                                                                                                                                   

All’  amico Leopoldo Pezzella

 Caro Leopoldo, tutti noi eravamo già addolorati per la dipartita del nostro carissimo presidente Nazionale Alessandro Bucci, ed ora questo ulteriore inaspettato evento ha rattristato ancor più i nostri cuori.

 Chi non ricorda la tua bontà e la tua squisita gentilezza di uomo inesauribile e solerte? Abbiamo sempre apprezzato la tua instancabile operosità,la tua personalità intraprendente e l’ uomo dalle mille risorse, che sapeva essere nel contempo semplice e rispettoso; con tali qualità hai donato molto alla nostra travagliata categoria ed in particolare alla sede di Napoli in cui operavi.

  Adesso che non sei più presente in mezzo a noi, ma al cospetto dell’ Altissimo, noi dirigenti e soci tutti ti diciamo ancora una volta grazie ed avvertiamo forte il vuoto che tu hai lasciato: mentre ci stringiamo nel lutto alla tua famiglia,resterai sempre nei nostri cuori e nella memoria di tutti noi.

   Grazie Leopoldo, siamo certi che continuerai a svolgere anche da lassù, insieme ad Alessandro, il tuo encomiabile magistero, infondendo in noi la forza ed il coraggio di perseverare nell’ impegno per il bene comune.

Ciao Leopoldo, Grazie di tutto.

SEZIONI UNITE CORTE DEI CONTI

IMPORTANTE DECISIONE DELLE SEZIONI UNITE DELLA

CORTE DI CASSAZIONE IN FAVORE DEL

PERSONALE IN SERVIZIO

Finalmente la decisione che tanti, tantissimi appartenenti al comparto Difesa, Sicurezza e Soccorso Pubblico ancora in servizio attendevano.

La Cassazione a Sezioni Unite conferma la possibilità di ricorrere alla Corte dei conti avverso il decreto negativo di dipendenza da causa di servizio anche per il personale tutt’ora in attività.

Una decisione di straordinaria importanza soprattutto per tutti coloro che si sono visti negare la dipendenza da causa di servizio delle infermità o lesioni con provvedimenti notificati successivamente al gennaio 2002. Difatti, come noto, dopo tale data i provvedimenti amministrativi sulla dipendenza da causa di servizio emessi nel rispetto del d.P.R. 461/2001 costituiscono accertamento definitivo anche nell’ipotesi di successiva richiesta di equo indennizzo e di trattamento pensionistico di privilegio (l’art. 12 del suddetto dPR recita: Unicità di accertamento. Il riconoscimento della dipendenza da causa di servizio dell’infermità o lesione costituisce accertamento definitivo anche nell’ipotesi di successiva richiesta di equo indennizzo e di trattamento pensionistico di privilegio”).

Tale disposizione normativa giustamente preoccupa tutti coloro che, in servizio attivo, si sono visti respingere le proprie istanze, tenuto conto che nell’unicità dell’accertamento, la pronuncia sulla dipendenza da causa di servizio assume fondamentale importanza soprattutto ai fini del diritto alla pensione privilegiata.
Ai sensi dell’art. 67 del d.P.R. 1092/73, infatti, al personale delle Forze Armate e di Polizia, anche ad ordinamento civile, che riporti infermità o lesioni dipendenti da causa di servizio ascrivibili ad una delle otto categorie della Tab. A annessa al d.P.R. 915/78, spetta, a domanda, la pensione privilegiata indipendentemente dagli anni di servizio prestati.

È evidente quindi l'importanza di poter oggi ottenere durante il servizio una pronuncia favorevole sulla dipendenza da causa di servizio delle infermità o lesioni riportate nell'adempimento del dovere, per ipotecare il diritto al (futuro) trattamento pensionistico di privilegio.

Finora, in caso di diniego di tale riconoscimento in sede amministrativa, l'interessato poteva unicamente ricorrere al Tar (entro sessanta giorni dalla notifica dell’atto), ritenuta unica giurisdizione competente per il personale in attività di servizio.

In pratica, finora, il personale in attività aveva solo una parziale tutela dei propri diritti. Il Tar, infatti, nonostante la finalità della pronuncia amministrativa ex art. 12 dPR 461/2001 sulla dipendenza da causa di servizio, difficilmente ritiene ammissibile il ricorso diretto a sindacare nel merito la valutazione del Comitato di Verifica delle Cause di Servizio (CVCS) sul presupposto della “discrezionalità tecnica” di detto parere. Inoltre, quando il Tar accoglie il ricorso, si limita esclusivamente all'annullamento dell’atto, senza sostituire con la propria decisione il decreto negativo, rinviando la documentazione all’Amministrazione resistente per una nuova pronuncia, che potrebbe ancora una volta essere negativa, come spesso accade!
I poteri istruttori e di merito dalla Corte dei conti sono invece diversi e decisamente più ampi.
In tale Sede giurisdizionale, nel rispetto del contraddittorio, il Giudice può entrare nel merito della vicenda professionale del ricorrente e nella concreta valutazione dell'infermità o della lesione in rapporto all'attività prestata disponendo a tal fine l'acquisizione di apposita Consulenza Tecnica d’Ufficio che, sulla base della documentazione in atti, comprese eventuali perizie di parte e quasi sempre su visita diretta dell'interessato che può essere assistito dal proprio perito medico legale, esprime un nuovo parere sulla dipendenza da causa di servizio.
La Corte dei conti, quindi, in perfetta autonomia, può valutare concretamente tutti gli elementi, i fattori di servizio e le circostanze ambientali e operative incidenti causalmente o concausalmente sulla dipendenza da causa di servizio dell'infermità, con una sentenza che, se positiva, non soltanto annulla il decreto negativo, ma dichiara la dipendenza da causa di servizio quale presupposto del diritto a pensione privilegiata, senza necessità di ulteriore istruttoria da parte dell’Amministrazione.
La decisione della Corte ha oltretutto l’effetto di annullare il decreto negativo, che verrà sostituito da un nuovo provvedimento emesso in ottemperanza della decisione giudiziale, senza rischi di amare sorprese.

Orientati dalla nostra pluriennale esperienza nel diritto pensionistico, avevamo da tempo deciso di ricorrere alla Corte dei Conti avverso i decreti negativi riguardanti il personale in servizio, con lo specifico obiettivo di ottenere una sentenza che dichiarasse unicamente la dipendenza da causa di servizio quale presupposto per la (successiva) pensione privilegiata.

Tuttavia, alcune pronunce della Corte dei conti avevano dichiarato il difetto di giurisdizione ritenendo possibile per il personale in servizio impugnare i decreti negativi sulla dipendenza esclusivamente dinanzi al TAR, e ciò nonostante l’unicità d’accertamento stabilita dall’art. 12 del d.P.R. 461/2001, che, come sopra detto, avrebbe effetti sostanziali anche ai fini della pensione di privilegio.

Stando così le cose, con un apposito ricorso per regolamento di giurisdizione presentato alle Sezioni Unite della Corte di Cassazione contro il Ministero della Difesa abbiamo chiesto di affermare la competenza giurisdizionale della Corte dei conti nei casi in cui si controverta sulla sola dipendenza da causa di servizio del personale appartenente al comparto Difesa, Sicurezza e Soccorso pubblico ancora in attività di servizio, quale presupposto del diritto a “successiva” pensione privilegiata.

La Suprema Corte di Cassazione, con l’importantissima ordinanza n. 4325/14 del 24 febbraio 2014, ci ha dato ragione.
Dopo avere espressamente negato ogni rilevanza alla circostanza che il ricorrente si trovi ancora in servizio, ha accolto il ricorso confermando la giurisdizione dell’adita Corte dei conti anche sulla sola domanda di mero accertamento della causa di servizio proposta dal personale in servizio quale presupposto del diritto a successiva pensione privilegiata.

A questo punto, finalmente, anche il personale in servizio potrà avere piena tutela dei propri diritti potendo contestare il decreto negativo del Ministero con l’utilizzo dei rituali mezzi istruttori (perizie, atti etc.), nel pieno rispetto del contraddittorio e garanzia di effettiva parità tra le parti in causa.

Non solo, il ricorso dinanzi alla Corte dei conti potrà essere proposto senza limiti di tempo, non essendo previsto alcun termine decadenziale, ed anche nell’ipotesi in cui non sia stato proposto ricorso al TAR o ricorso straordinario al Presidente della Repubblica ovvero il ricorso stesso sia stato respinto, avendo l’interessato la possibilità di rimettere tutto in gioco sia ai fini pensionistici che, se necessario, di carriera.

Considerazioni conclusive sulla TUTELA GIURISDIZIONALE

Sono compatibili i due contestuali ricorsi:

  • dinanzi alla Corte dei conti ai fini dell’accertamento della causa di servizio quale presupposto del diritto a pensione privilegiata;
  • dinanzi al TAR ai fini dell’equo indennizzo.

Il personale interessato a ricorrere alla Corte dei conti dovrebbe essere:

  1. chi voglia ottenere durante l’attività tutti i benefici connessi alla causa di servizio negata e garantirsi il diritto (futuro) alla pensione privilegiata;
  2. chi è stato dichiarato parzialmente inidoneo al servizio, che potrebbe vantare il diritto alla permanenza nel ruolo militare con mansioni d’ufficio e garantirsi la pensione privilegiata in caso di dispensa;
  3. chi è stato dichiarato assolutamente inidoneo al servizio militare incondizionato che oltre a transitare ai ruoli civili, potrebbe beneficiare della pensione privilegiata (art. 139 del T.U. 1092/73).
  4. chi, anche se riconosciuto idoneo a seguito della contratta menomazione, voglia ipotecare il proprio futuro con il preventivo riconoscimento della causa di servizio ai fini del diritto a pensione privilegiata per infermità negata.

Legge di stabilità 2014

Legge di stabilità 2014 pubblicata in Gazzetta Ufficiale

Legge 27.12.2013 n° 147 , G.U. 27.12.2013

494. Dopo il comma 3 dell'articolo 5 della legge 3 agosto 2004, n. 206, e successive modificazioni, sono inseriti i seguenti:

«3-bis. A decorrere dal 1º gennaio 2014, al coniuge e ai figli dell'invalido portatore di una invalidità permanente non inferiore al 50 per cento a causa dell'atto terroristico subìto, anche se il matrimonio sia stato contratto successivamente all'atto terroristico e i figli siano nati successivamente allo stesso, è riconosciuto il diritto a uno speciale assegno vitalizio, non reversibile, di 1.033 euro mensili, soggetto alla perequazione automatica di cui all'articolo 11 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 503, e successive modificazioni.

3-ter. Il diritto all'assegno vitalizio di cui al comma 3-bis non spetta qualora i benefìci di cui alla presente legge siano stati riconosciuti al coniuge poi deceduto o all'ex coniuge divorziato o ai figli nati da precedente matrimonio e viventi al momento dell'evento. L'assegno vitalizio non può avere decorrenza anteriore al 1º gennaio 2014.

3-quater. Le disposizioni di cui ai commi 3-bis e 3-ter del presente articolo si applicano anche con riferimento all'assegno vitalizio di cui all'articolo 2, comma 1, della legge 23 novembre 1998, n. 407, e successive modificazioni».

495. All'onere di cui al comma 494, valutato in 0,134 milioni di euro per l'anno 2014, in 0,274 milioni di euro per l'anno 2015, in 0,419 milioni di euro per l'anno 2016, in 0,570 milioni di euro per l'anno 2017, in 0,727 milioni di euro per l'anno 2018, in 0,890 milioni di euro per l'anno 2019, in 1,059 milioni di euro per l'anno 2020, in 1,234 milioni di euro per l'anno 2021, in 1,416 milioni di euro per l'anno 2022 e in 1,605 milioni di euro a decorrere dall'anno 2023, si provvede mediante corrispondente riduzione, per gli stessi anni, dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 10, comma 5, del decreto legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307. Ai sensi dell'articolo 17, comma 12, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, il Ministero dell'interno provvede al monitoraggio degli oneri di cui al comma 494 del presente articolo. Nel caso si verifichino o siano in procinto di verificarsi scostamenti rispetto alle previsioni di cui al presente comma, il Ministro dell'economia e delle finanze provvede, con propri decreti, mediante utilizzo di quota parte delle entrate di cui all'articolo 18, comma 1, lettera a), della legge 23 febbraio 1999, n. 44, da riassegnare ai pertinenti capitoli dello stato di previsione del Ministero dell'interno

In memoria di Antonio De Luca

In ricordo dell’amico Antonio De Luca Quando si arrivava alla sezione provinciale di Napoli dell’UNMS si veniva spesso accolti da una presenza gentile e affabile. Era quella di Antonio De Luca, socio benemerito che non ha mai fatto mancare all’Associazione il suo apporto che donava con grande disponibilità e competenza. Ma soprattutto era un ottimo amico per tutti noi. Già due volte aveva sconfitto il male. La terza non ce l’ha fatta. Lo ricorderemo sempre, con quell’affetto che anche in vita si era sempre saputo conquistare. Ciao, Antonio. Continua a vegliare su di noi anche da Lassù. Il Presidente e i Soci tutti che non ti dimenticheranno

CONVEGNO "LE SENTINELLE DELLA DEMOCRAZIA"

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Guarda il video del convegno

1943 – 20013: Settant’anni a difesa della democrazia. L’instaurazione, la difesa e il rafforzamento della democrazia in Italia e nel mondo da parte delle “Sentinelle della democrazia”: Protezione Civile Nazionale, Esercito, Marina Militare, Aeronautica Militare, Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza, Croce Rossa italiana, Vigili del Fuoco. Sono questi i temi affrontati dal convegno svoltosi venerdì 11 ottobre presso il Circolo Sottufficiali dell' Esercito , in Vico P iedigrotta, convegno fortemente voluto e brillantemente organizzato dalla sezione provinciale di Napoli “Ernano-Ferraro” dell’Unione Nazionale Mutilati per Servizio. Importante il tema, altrettanto il parterre dei partecipanti, a cominciare dal Generale di Brigata Guido Landriani, vertice del Comando Militare Esercito “Campania”. L’evento ha avuto inizio con una toccante esecuzione dell’Inno di Mameli da parte di un settetto di clarinetti del Conservatorio di San Pietro a Majella di Napoli, guidato dalla direttrice dell’Istituto, prof.ssa Elsa Evangelista, a cui si sono uniti tutti i presenti in un coro spontaneo. Il coordinatore e presentatore, l’attore Gabriele Blair, ha successivamente ceduto il microfono ad un emozionatissimo commendator Carmine Diez, presidente della sezione provinciale “Ernano-Ferraro” di Napoli dell’UNMS, per salutare e ringraziare i presenti ed invitarli ad un minuto di silenzio per commemorare i Caduti di tutte le Armi. Nell’introdurre le tematiche oggetto del convegno, Diez ha sottolineato come lo sbarco degli Alleati, avvenuto settant’anni fa, sia stato il primo spunto che ha permesso l’instaurazione delle prime istituzioni democratiche in Italia, istituzioni che si sono andate via via rafforzando nel corso dei decenni grazie ai comuni cittadini, ma soprattutto grazie all’impegno, spesso spinto fino al supremo sacrificio, delle Forze dell’Ordine e delle Forze Armate da lui definite “Sentinelle della democrazia”. La gratitudine che l’UNMS sente verso queste “Sentinelle” non si esplica solo in iniziative commemorative come “La giornata del Caduto” ma anche, e soprattutto, attraverso la tutela dei diritti previdenziali e pensionistici loro e dei loro familiari. In seguito è intervenuto l’avvocato Luciano Lepre, segretario generale della Fondazione “AdAstra” (a cui l’UNMS Napoli aderisce).

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